Contratti Stagionali: Bar, Ristoranti e Strutture Ricettive
Il contratto stagionale è un contratto a tempo determinato per attività che si svolgono solo in una parte dell'anno, come un lido, un bar sulla costa o un B&B aperto da Pasqua a ottobre. Rispetto a un normale contratto a termine è più libero: non ha il tetto dei 24 mesi, non richiede causali e si può ripetere ogni anno con la stessa persona, che però acquista un diritto di precedenza. Questa guida spiega quando si può usare, quanto costa e cosa succede a fine stagione, con l'occhio ai locali di Marzamemi e della costa di Siracusa.
In breve
- Il contratto stagionale è un contratto a termine legato a un’attività che si svolge solo in una parte dell’anno: lidi, bar e ristoranti della costa, strutture ricettive aperte da primavera ad autunno.
- È esentato dai limiti dei contratti a termine ordinari: niente tetto di 24 mesi, niente causali, niente intervallo tra un contratto e l’altro.
- Il lavoratore ha diritto di precedenza per la stagione successiva se lo chiede per iscritto: va scritto nel contratto e tenuto a mente a ogni riapertura.
- Per l’azienda non è dovuto il contributo addizionale NASpI previsto per i contratti a termine; il lavoratore a fine stagione può chiedere la NASpI.
- Chiamare “stagionale” un rapporto che dura tutto l’anno è l’errore che porta alla trasformazione a tempo indeterminato.
Cos'è un contratto stagionale e quando è legittimo
Un contratto stagionale è un contratto a tempo determinato la cui durata è giustificata dalla natura dell'attività, non da una scelta dell'azienda: il lavoro esiste solo in certi mesi perché i clienti ci sono solo in certi mesi. La legge lo riconosce con un elenco di attività stagionali, risalente a un decreto degli anni Sessanta e ancora in vigore, e rimanda ai contratti collettivi per individuarne altre.
La legittimità sta tutta qui: l'attività deve essere davvero stagionale. Un lido che apre a maggio e chiude a settembre lo è; un ristorante di Marzamemi che d'inverno lavora solo nei weekend può esserlo, se rientra nei criteri del CCNL; un bar di Noto aperto tutto l'anno con più clienti d'estate no, e per il picco estivo deve usare un normale contratto a termine o un contratto a chiamata. In cambio di questo vincolo, il contratto stagionale è esentato da quasi tutti i limiti che rendono rigidi i contratti a termine ordinari.
| Regola | Termine ordinario | Stagionale |
|---|---|---|
| Limite di 24 mesi complessivi | Sì | No |
| Causale oltre i 12 mesi | Sì | No |
| Intervallo tra due contratti (10 o 20 giorni) | Sì | No |
| Limite numerico sui dipendenti a termine | Sì | No |
| Contributo addizionale NASpI (1,4%) | Sì | No |
| Diritto di precedenza del lavoratore | Dopo 6 mesi, per l’indeterminato | Per le stesse attività stagionali della stagione dopo |
CCNL Turismo e Pubblici Esercizi: le attività stagionali ammesse
Il CCNL Turismo e Pubblici Esercizi, nelle sue versioni firmate dalle associazioni dei ristoratori e degli albergatori con i sindacati di categoria, integra l'elenco di legge con una definizione che si adatta alle località turistiche: sono stagionali le aziende che, in località a prevalente vocazione turistica, hanno un periodo di chiusura o di forte riduzione dell'attività di almeno 70 giorni continuativi o 120 non continuativi nell'anno.
Il CCNL ammette inoltre contratti stagionali nelle aziende aperte tutto l'anno per i periodi di intensificazione dell'attività, a condizione che il periodo sia individuato nel contratto e rispetti i limiti fissati dal CCNL stesso o dagli accordi territoriali. È la norma che permette a un ristorante di Noto di assumere stagionali per l'estate pur restando aperto d'inverno, ma va applicata con le condizioni scritte nel contratto collettivo, non per analogia.
Scrivilo nel contratto. La lettera di assunzione deve indicare che si tratta di attività stagionale, con il riferimento alla norma di legge o all'articolo del CCNL che la prevede, il periodo e il diritto di precedenza. Un contratto a termine “muto” viene letto come ordinario, con tutti i limiti del caso.
Durata, proroghe e diritto di precedenza
La durata segue la stagione: il contratto indica una data di fine o la conclusione dell'attività stagionale. Se la stagione si allunga, il contratto si proroga con un accordo scritto prima della scadenza; per gli stagionali non valgono il numero massimo di proroghe e il tetto complessivo di durata previsti per gli altri contratti a termine. Tra una stagione e l'altra non serve rispettare alcun intervallo e la somma dei contratti negli anni non porta alla trasformazione.
Il diritto di precedenza è la contropartita. Il lavoratore stagionale che, entro tre mesi dalla fine del rapporto, comunica per iscritto di volerlo esercitare ha diritto di essere assunto prima di altri nei nuovi contratti a termine per le stesse attività stagionali. Il diritto deve essere richiamato nella lettera di assunzione: se manca, il lavoratore può farlo valere comunque, ma l'azienda perde la possibilità di dimostrare di averlo informato.
Nella pratica il diritto di precedenza è più un vantaggio che un peso: la squadra che torna ogni anno conosce il locale, non va formata da zero e costa meno in visite e formazione. Il problema nasce solo quando si vuole non richiamare qualcuno: in quel caso la scelta va motivata con mansioni diverse o con una riduzione reale dell'organico.
Costi e contributi
Il costo di uno stagionale si calcola sulla stagione intera, non sul mese: in quattro o cinque mesi maturano ratei e TFR che vengono pagati tutti insieme alla chiusura, quando la cassa del locale è spesso già in modalità invernale. Questi sono i tre blocchi da mettere in preventivo; per i numeri della tua situazione usa il calcolatore del costo dipendente.
Retribuzione e mensilità aggiuntive
La paga segue il livello del CCNL Turismo e Pubblici Esercizi; su un contratto di pochi mesi maturano i ratei di tredicesima e quattordicesima, di ferie e permessi, che vengono liquidati con l’ultima busta paga se non goduti. Il costo di uno stagionale va quindi stimato sul lordo più i ratei, non sulla sola paga mensile.
Contributi e INAIL
I contributi a carico dell’azienda nel turismo valgono circa il 30% della retribuzione; il contratto stagionale è esentato dal contributo addizionale NASpI dell’1,4% dovuto sugli altri contratti a termine. Si aggiungono il premio INAIL e il trattamento di fine rapporto, pari al 6,91% della retribuzione annua, liquidato a fine stagione.
Costi di avvio
Visita medica dove la mansione la richiede (cucina, movimentazione carichi, lavoro notturno), formazione sulla sicurezza e, per chi manipola alimenti, il corso regionale per alimentaristi, che in Sicilia sostituisce il libretto sanitario e va rinnovato ogni tre anni. Sono costi che si ripetono a ogni stagione se la squadra cambia: un motivo in più per richiamare le stesse persone.
Alternative: contratto a chiamata, lavoro occasionale
Non tutto il lavoro di una stagione è continuativo. Per le punte e le esigenze saltuarie esistono strumenti più leggeri, ognuno con un perimetro preciso: usarli fuori da quel perimetro è lavoro irregolare.
Contratto a chiamata (lavoro intermittente)
Per i picchi del weekend, gli eventi e i servizi serali in più. Nel turismo e nei pubblici esercizi è ammesso per le attività indicate dal CCNL senza il tetto di giornate previsto per gli altri settori; ogni chiamata va comunicata prima dell’inizio della prestazione e si pagano le ore effettivamente lavorate.
Contratto a chiamataLavoro occasionale (PrestO)
Per prestazioni saltuarie di poche ore, pagate tramite la piattaforma INPS. Per alberghi e strutture ricettive è ammesso fino a 25 dipendenti a tempo indeterminato, contro i 10 degli altri settori, ma restano i limiti annui di compenso (10.000 euro per azienda, 5.000 per lavoratore, 2.500 tra le stesse parti) e il divieto di usarlo al posto di un vero rapporto stagionale.
Voucher e lavoro occasionalePart-time stagionale e extra
Il contratto stagionale può essere anche part-time, con orario scritto e distribuito sui giorni di apertura. Per le singole giornate di punta il CCNL Turismo prevede inoltre i lavoratori “extra” per banchetti ed eventi, con regole proprie di durata e comunicazione.
Quale contratto scegliereFine stagione: cessazione e NASpI per il lavoratore
La chiusura è la parte più semplice se il contratto è stato scritto bene, e la più costosa se non lo è stato. Questi sono i passaggi della cessazione di uno stagionale.
- Il rapporto cessa alla scadenza indicata nel contratto, senza preavviso e senza lettera di licenziamento. Se la stagione finisce prima o dopo la data prevista, serve una comunicazione di cessazione o di proroga entro cinque giorni.
- Con l’ultima busta paga si liquidano TFR, ferie e permessi non goduti e i ratei di tredicesima e quattordicesima; la Certificazione Unica arriva l’anno successivo.
- Non è dovuto il ticket di licenziamento, perché il rapporto termina per scadenza del termine e non per recesso dell’azienda.
- Il lavoratore che ha chiesto per iscritto la precedenza, entro tre mesi dalla cessazione, ha diritto a essere richiamato per la stagione successiva prima di nuove assunzioni a termine per le stesse mansioni.
Per il lavoratore la fine della stagione apre la NASpI, l'indennità di disoccupazione: con almeno 13 settimane di contributi negli ultimi quattro anni, riceve per alcuni mesi una quota della retribuzione media. Molti stagionali costruiscono l'anno su questo equilibrio, ed è una domanda che il datore di lavoro si sente fare spesso: il calcolatore NASpI permette di dare una risposta indicativa in pochi secondi.
Riferimenti locali
La costa sud-orientale della Sicilia vive di una stagione lunga ma netta: Marzamemi con il borgo della tonnara e i ristoranti sulla piazza, Portopalo di Capo Passero con l'Isola delle Correnti, i lidi tra Pachino e la riserva di Vendicari, le strutture ricettive di Noto piene da Pasqua a ottobre. Per quasi tutti questi locali il contratto stagionale è la forma naturale di assunzione.
Gli interlocutori sono in provincia di Siracusa: l'Ispettorato Territoriale del Lavoro, che nei mesi estivi concentra i controlli proprio su lidi e locali della costa, e la sede INPS di Siracusa per le domande di NASpI dei lavoratori. Le associazioni di categoria del territorio applicano il CCNL Turismo e Pubblici Esercizi, con eventuali accordi territoriali sulle attività stagionali. Chi assume stranieri per la stagione usa le quote stagionali del decreto flussi, da pianificare in inverno.
Domande frequenti
Posso rinnovare lo stesso stagionale ogni anno?
Sì, ed è il caso più comune. I contratti per attività stagionali sono esclusi dal limite complessivo di 24 mesi e dall’intervallo obbligatorio tra un contratto e il successivo, quindi la stessa persona può tornare ogni stagione con un nuovo contratto a termine. Anzi, il lavoratore che ha chiesto per iscritto di essere richiamato ha un diritto di precedenza per la stagione successiva: se assumi qualcun altro per le stesse mansioni senza offrirgli il posto, può contestare l’assunzione.
Lo stagionale ha diritto alla disoccupazione?
Sì. Alla fine della stagione il lavoratore può chiedere la NASpI se ha almeno 13 settimane di contributi nei quattro anni precedenti; la durata dell’indennità è pari alla metà delle settimane contributive degli ultimi quattro anni, al netto di quelle già usate per altre NASpI. La domanda si presenta all’INPS entro 68 giorni dalla cessazione. Per l’azienda la scadenza naturale del termine non comporta il ticket di licenziamento. Il calcolatore NASpI dello studio stima importo e durata.
Il contratto stagionale ha limiti di durata?
Non ha un tetto fisso di mesi: la durata segue la stagione dell’attività, che il contratto deve indicare, e può essere prorogata finché la stagionalità è reale. Non si applicano il limite dei 24 mesi complessivi né le causali richieste oltre i 12 mesi per i contratti a termine ordinari. Il limite vero è sostanziale: l’attività deve rientrare tra quelle stagionali previste dalla legge o dal CCNL Turismo. Un bar aperto dodici mesi che chiama “stagionale” un rapporto annuale rischia la trasformazione a tempo indeterminato.
Meglio stagionale o a chiamata per un bar?
Dipende dalla continuità del bisogno. Se la persona lavora tutti i giorni da maggio a settembre, il contratto stagionale è più semplice e dà al lavoratore retribuzione piena e NASpI a fine stagione. Se serve solo nei weekend, per gli eventi o nelle giornate di punta, il contratto a chiamata paga le sole ore lavorate, con una comunicazione prima di ogni chiamata e, se c’è obbligo di risposta, un’indennità di disponibilità. Molti locali combinano le due forme: squadra stagionale fissa più uno o due a chiamata.