Voucher e Lavoro Occasionale: PrestO e Libretto Famiglia
I voucher di una volta non esistono più: dal 2017 il lavoro occasionale si paga con PrestO, il contratto di prestazione occasionale per le imprese, o con il Libretto Famiglia per i privati. Entrambi passano dal portale INPS, hanno tetti annui di compenso e servono solo per lavori saltuari, come una giornata di raccolta, un evento o qualche ora di ripetizioni. Questa guida spiega chi può usarli, quanto costano, come si attivano e quando invece serve un contratto di lavoro vero, che è la domanda che conta di più.
In breve
- I vecchi voucher sono stati sostituiti nel 2017 da due strumenti INPS: PrestO per le imprese e il Libretto Famiglia per i privati.
- Servono per lavori saltuari e di breve durata, con tetti annui di compenso per lavoratore, per azienda e per coppia azienda-lavoratore.
- PrestO è ammesso per le imprese fino a 10 dipendenti a tempo indeterminato; nel turismo ricettivo fino a 25.
- Ogni prestazione va comunicata sul portale INPS almeno un’ora prima dell’inizio.
- Edilizia, appalti ed ex dipendenti degli ultimi sei mesi sono esclusi: in quei casi serve un contratto vero.
Cosa sono PrestO e Libretto Famiglia
Le prestazioni occasionali sono attività lavorative saltuarie, di breve durata, pagate attraverso una piattaforma dell'INPS che versa il compenso al lavoratore e i contributi all'istituto. Non sono un rapporto di lavoro dipendente: non c'è assunzione, non c'è busta paga, non maturano ferie né TFR. In cambio di questa leggerezza la legge fissa limiti stretti, e chi li supera si ritrova con un rapporto di lavoro subordinato a tutti gli effetti.
Esistono due strumenti. PrestO, il contratto di prestazione occasionale, è riservato a imprese, professionisti, associazioni ed enti, con i requisiti dimensionali visti più avanti. Il Libretto Famiglia è per le persone fisiche che non agiscono come impresa o professionista, e copre solo alcuni lavori: piccoli lavori domestici, giardinaggio, pulizia e manutenzione, assistenza a bambini, anziani e persone con disabilità, insegnamento privato supplementare.
Per il lavoratore il compenso è netto ed esente da imposte, non cambia lo stato di disoccupato e dà diritto alla copertura previdenziale e all'assicurazione INAIL. Per questo le prestazioni occasionali sono apprezzate da studenti, pensionati e da chi percepisce la NASpI, che possono lavorare qualche giornata senza perdere i propri benefici, entro i limiti.
Chi può usarli e limiti annui
Un'impresa può usare PrestO se ha fino a 10 lavoratori subordinati a tempo indeterminato, calcolati come media nel semestre che precede di otto mesi la prestazione. Per alberghi e strutture ricettive la soglia sale a 25 dipendenti. Bar e ristoranti restano nella soglia generale. I lavoratori a termine e gli stagionali non si contano nella media, il che permette a molte attività della costa di restare entro il limite.
I compensi hanno poi tre tetti annui, che si applicano per anno civile e sono controllati dalla piattaforma INPS al momento della comunicazione:
| Limite | Importo |
|---|---|
| Per ogni lavoratore, da tutti gli utilizzatori | 5.000 euro all’anno |
| Per ogni azienda, verso tutti i lavoratori | 10.000 euro all’anno |
| Tra la stessa azienda e lo stesso lavoratore | 2.500 euro all’anno |
| Durata massima con PrestO | 280 ore all’anno per ogni rapporto |
Gli importi si riferiscono ai compensi netti percepiti dai lavoratori. Il superamento del tetto di 2.500 euro tra la stessa azienda e lo stesso lavoratore, o delle 280 ore, trasforma il rapporto in un contratto a tempo pieno e indeterminato, con tutti i contributi e le retribuzioni arretrate.
Agricoltura e turismo: regole specifiche
In agricoltura PrestO è ammesso solo con alcune categorie di lavoratori: pensionati, giovani sotto i 25 anni iscritti a scuola o all'università, disoccupati e percettori di prestazioni di sostegno al reddito, a condizione che nell'anno precedente non fossero iscritti negli elenchi anagrafici dei lavoratori agricoli. Chi ha lavorato come OTD l'anno prima, quindi, non può essere pagato con PrestO.
Dal 2023 le aziende agricole hanno anche una forma propria, il lavoro occasionale a tempo determinato in agricoltura, per attività stagionali di durata non superiore a 45 giornate l'anno per lavoratore, con le stesse categorie di lavoratori e una comunicazione semplificata. Nata come misura sperimentale, dal 1° gennaio 2026 è diventata strutturale con la legge di bilancio 2026. Per le fasi di raccolta con squadre stabili resta più sicura l'assunzione come operaio agricolo OTD.
Nel turismo la differenza principale è la soglia di 25 dipendenti per le strutture ricettive. Per bar, ristoranti e lidi la regola pratica è che PrestO copre l'evento o la giornata imprevista, mentre la presenza ricorrente va gestita con un contratto a chiamata o con un contratto stagionale.
Come si attivano sul portale INPS
Utilizzatore e lavoratore si registrano entrambi sulla piattaforma delle prestazioni occasionali del sito INPS, con SPID o CIE, o tramite il contact center; l'impresa può delegare un intermediario come il consulente del lavoro. L'utilizzatore alimenta poi il proprio portafoglio elettronico versando in anticipo le somme, con F24 o pagoPA, che serviranno a pagare compensi e contributi.
Prima di ogni prestazione, almeno 60 minuti prima dell'inizio, l'impresa comunica sulla piattaforma i dati del lavoratore, il luogo, la data, l'ora di inizio e la durata prevista, il compenso pattuito e l'oggetto della prestazione. Il lavoratore riceve una notifica. Se la prestazione non si svolge, la comunicazione si revoca entro i tre giorni successivi.
L'INPS paga il compenso al lavoratore il 15 del mese successivo, sul conto corrente indicato o con bonifico domiciliato, e versa contributi e premio INAIL. Per il Libretto Famiglia la logica è la stessa: la famiglia acquista i titoli, comunica la prestazione entro il terzo giorno del mese successivo e l'INPS paga il lavoratore.
Costo orario e quanto riceve il lavoratore
PrestO e Libretto Famiglia hanno compensi minimi fissati dalla legge e contributi a carico dell'utilizzatore. Con PrestO c'è anche un minimo giornaliero: anche una prestazione di un'ora va pagata come se fossero quattro. La tabella mette a confronto i due strumenti.
| Voce | PrestO | Libretto Famiglia |
|---|---|---|
| Compenso minimo al lavoratore | 9 euro l’ora, e almeno 36 euro al giorno anche per meno di 4 ore | 8 euro netti per ogni titolo da 10 euro, pari a un’ora |
| Contributi a carico dell’utilizzatore | IVS 33% e INAIL 3,5% sul compenso | Compresi nel titolo: IVS, INAIL e oneri di gestione |
| Costo orario indicativo | Circa 12,40 euro per un’ora al minimo | 10 euro per ogni ora |
| Tasse per il lavoratore | Compenso esente da IRPEF | Compenso esente da IRPEF |
Rispetto a un dipendente, il costo orario di PrestO è più basso perché non maturano ferie, tredicesima e TFR. Il minimo di quattro ore al giorno, però, rende poco conveniente usarlo per servizi brevi ripetuti. Per un confronto su base mensile parti dal calcolatore del costo dipendente e riportalo alle ore effettive.
Quando NON si possono usare
I divieti sono pochi ma netti, e le ispezioni partono quasi sempre da qui. PrestO non si può usare nei casi seguenti:
- Imprese oltre la soglia di dipendenti a tempo indeterminato (10, o 25 per alberghi e strutture ricettive).
- Imprese dell’edilizia e dei settori affini, delle cave e delle miniere.
- Esecuzione di appalti di opere o servizi.
- Lavoratori con cui l’utilizzatore ha avuto, negli ultimi sei mesi, un rapporto di lavoro subordinato o di collaborazione.
- Attività che non sono occasionali: turni fissi, orari regolari, presenza continuativa per tutta la stagione.
Sanzioni. Se manca la comunicazione preventiva o si viola uno dei divieti, la sanzione amministrativa va da 500 a 2.500 euro per ogni prestazione giornaliera, salvo i casi in cui il rapporto viene trasformato in lavoro subordinato. Il pagamento in contanti al di fuori della piattaforma equivale a lavoro irregolare.
Riferimenti locali
Nella zona di Pachino le prestazioni occasionali tornano utili in pochi casi tipici: gli eventi di una sera nei locali di Marzamemi e Portopalo, i matrimoni nelle masserie tra Noto e Siracusa, qualche giornata di confezionamento con studenti o pensionati, le ripetizioni e l'assistenza familiare pagate con il Libretto Famiglia. Per il lavoro nelle serre, dove molti lavoratori sono già iscritti negli elenchi agricoli, PrestO raramente è applicabile.
Registrazioni e pagamenti sono gestiti centralmente dall'INPS, ma per problemi sulla posizione o sui pagamenti il riferimento è la direzione INPS di Siracusa. I controlli sull'uso corretto dello strumento spettano all'Ispettorato Territoriale del Lavoro di Siracusa, che nelle verifiche estive confronta le persone presenti nel locale con le comunicazioni sulla piattaforma.
Domande frequenti
Posso pagare un cameriere con i voucher?
Solo per prestazioni davvero occasionali e se l’azienda rientra nei limiti: un bar o un ristorante può usare PrestO se ha fino a 10 dipendenti a tempo indeterminato, mentre alberghi e strutture ricettive arrivano a 25. Ogni prestazione va comunicata all’INPS prima dell’inizio. Se il cameriere lavora tutti i weekend della stagione, lo strumento corretto è un contratto a chiamata o stagionale: usare PrestO per un lavoro continuativo espone a contestazioni.
Qual è il limite annuo?
I limiti sono tre e valgono per anno civile. Ogni lavoratore può ricevere al massimo 5.000 euro di compensi da tutti gli utilizzatori; ogni azienda può pagare al massimo 10.000 euro a tutti i prestatori; tra la stessa azienda e lo stesso lavoratore il tetto è di 2.500 euro. Per PrestO c’è anche un limite di 280 ore annue per ogni rapporto. Superare il tetto di 2.500 euro o delle ore trasforma il rapporto in un contratto a tempo pieno e indeterminato.
I voucher valgono in agricoltura?
Sì, ma con un perimetro ristretto: in agricoltura PrestO si può usare solo con pensionati, studenti sotto i 25 anni, disoccupati e percettori di sostegni al reddito che nell’anno precedente non erano iscritti negli elenchi dei lavoratori agricoli. Per le aziende agricole esiste inoltre il lavoro occasionale a tempo determinato in agricoltura, introdotto nel 2023 e reso strutturale dalla legge di bilancio 2026, con un massimo di 45 giornate l’anno per lavoratore. Per la raccolta resta preferibile l’OTD.
Serve un consulente per attivarli?
Non è obbligatorio: l’azienda può registrarsi da sola sul portale INPS delle prestazioni occasionali, caricare le somme e comunicare ogni prestazione. Il consulente serve soprattutto prima, per verificare se l’attività rientra nei limiti e se lo strumento è quello giusto, e dopo, per tenere il conto dei tetti annui per lavoratore. Un errore sui requisiti trasforma la prestazione in lavoro subordinato, con contributi e sanzioni da pagare, ed è più costoso di qualsiasi consulenza.