Partita IVA per Osteopata
L'osteopatia è una professione sanitaria a metà del guado: riconosciuta dalla legge, con gli elenchi speciali aperti dal settembre 2026, ma per il fisco ancora senza esenzione IVA e senza detrazione per i pazienti. Ecco cosa cambia davvero quando apri la partita IVA.
Chi è e cosa serve per esercitare
La legge 3/2018 ha istituito la professione sanitaria di osteopata, ma per anni è rimasta sulla carta: senza il profilo, il corso di laurea e le regole per chi già lavorava, gli osteopati hanno continuato a esercitare come professionisti non regolamentati. Il percorso si è chiuso con il DPCM 25 marzo 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 22 maggio 2026, che fissa i criteri per riconoscere i titoli e l'esperienza di chi è già in attività.
Da qui in poi le strade sono due. Chi inizia oggi studia all'università: dal 1° settembre 2026 i corsi di osteopatia possono essere tenuti solo dagli atenei, con la laurea in osteopatia. Chi ha già un titolo, conseguito o almeno avviato entro il 31 agosto 2026 in un corso almeno triennale, può chiedere dal 14 settembre 2026 l'iscrizione agli elenchi speciali ad esaurimento presso gli Ordini TSRM e PSTRP, e poi sostenere entro sei anni l'esame di abilitazione in università: superato quello, l'iscrizione all'albo degli osteopati diventa definitiva. Se nel corso il tirocinio è stato inferiore a 1.000 ore, conta anche l'esperienza professionale documentata con la partita IVA.
Prima di aprire la partita IVA
- Il titolo in osteopatia e, se ne hai i requisiti, la domanda di iscrizione agli elenchi speciali dell’Ordine TSRM e PSTRP del tuo territorio
- Una polizza di responsabilità civile professionale: per i professionisti sanitari è obbligatoria (legge 24/2017), e per un osteopata è comunque indispensabile
- Una PEC, obbligatoria per gli iscritti agli albi e comoda per la fattura elettronica
- Un software di fatturazione elettronica: a differenza degli altri sanitari, l’osteopata la usa anche con i pazienti
Una precisazione che conta per il fisco: il fisioterapista o il medico che fa anche trattamenti osteopatici resta un fisioterapista o un medico. Le sue fatture seguono le regole del suo albo, esenzione IVA e detrazione comprese. Questa guida parla dell'osteopata che ha solo il titolo in osteopatia.
Codice ATECO 2025/2026 per osteopati
Con la classificazione ATECO 2025, in vigore dal 1° aprile 2025 e per tutto il 2026, l'osteopata ha un codice nel gruppo delle altre attività sanitarie. Prima si usava il generico 86.90.29, e qualcuno, quando l'osteopatia non era ancora una professione sanitaria, il 96.09.09 dei servizi alla persona.
| Fino a marzo 2025 (ATECO 2007) | Dal 1° aprile 2025 (ATECO 2025) | Coefficiente forfettario |
|---|---|---|
| 86.90.29 (a volte 96.09.09) | 86.96.09 – altre attività sanitarie n.c.a. | 78% |
Con il coefficiente del 78%, nel forfettario 78 euro su 100 incassati sono reddito tassabile. Chi ha ancora il 96.09.09 è bene che aggiorni la posizione: quel codice ha un coefficiente diverso (67%) e descrive un'attività che non è la tua. Non usare il 86.95.00: è della fisioterapia e richiede l'iscrizione a quell'Ordine. Per la logica dei codici, leggi la guida al codice ATECO.
Regime fiscale consigliato: il forfettario, più che per gli altri
Per l'osteopata il regime forfettario conviene ancora più che per le altre professioni sanitarie, e il motivo è l'IVA. Con la risoluzione 9/E del 24 febbraio 2026 l'Agenzia delle Entrate ha chiarito che le prestazioni osteopatiche, allo stato, non rientrano nell'esenzione delle prestazioni sanitarie (art. 10, n. 18, DPR 633/1972): nel regime ordinario si applica il 22%, che il paziente non recupera. Nel forfettario l'IVA non si applica per effetto del regime, e la seduta costa al paziente il 22% in meno a parità di incasso tuo.
Il resto è come per tutti: imposta sostitutiva al 5% per i primi cinque anni, se l'attività è nuova e non prosegue un lavoro da dipendente, poi al 15%; limite di 85.000 euro di compensi l'anno, uscita immediata sopra i 100.000; niente ritenuta d'acconto; contabilità ridotta al minimo. Chi è anche dipendente con più di 35.000 euro di reddito nell'anno prima non può usarlo (soglia valida per il 2025 e il 2026).
L'ordinario ha senso solo con spese reali molto alte, per esempio uno studio attrezzato con collaboratori, e in quel caso l'IVA al 22% sulle sedute va messa nel conto. Fai la prova con il calcolatore del regime forfettario e la guida al forfettario.
Cassa previdenziale: la Gestione Separata INPS
L'osteopata non ha una cassa di previdenza propria e non ne avrà una a breve: si iscrive alla Gestione Separata INPS e versa nel 2026 il 26,07% del reddito professionale (il 78% degli incassi, nel forfettario). Chi ha già un'altra copertura obbligatoria, per esempio un contratto da dipendente, versa il 24%.
- Nessun contributo minimo: con incassi bassi si versa poco.
- Si può addebitare al paziente una rivalsa del 4%, facoltativa.
- Niente riduzione del 35%: vale solo per artigiani e commercianti.
- Saldo e primo acconto a giugno con la dichiarazione dei redditi, secondo acconto a novembre.
- I contributi versati si deducono dal reddito dell’anno in cui li paghi, anche nel forfettario.
Quanto costa il primo anno: esempio con 20.000 € di incassi
Primo anno di attività, regime forfettario al 5%, 20.000 € incassati dai pazienti. Il reddito tassabile è il 78%, cioè 15.600 €; nel primo anno non ci sono contributi già versati da dedurre.
| Voce | Importo |
|---|---|
| Imposta sostitutiva al 5% su 15.600 € | 780 € |
| Gestione Separata INPS, 26,07% su 15.600 € | 4.067 € |
| Totale tra imposta e contributi | 4.847 € |
Circa un quarto degli incassi, quasi tutto in contributi. A questo si aggiungono i costi fissi: assicurazione, software di fatturazione elettronica, lettino e attrezzature, l'affitto se apri uno studio e, per chi si iscrive agli elenchi speciali, la quota dell'Ordine. Dal secondo anno l'imposta scende, perché i contributi versati si deducono.
Il conto arriva l'anno dopo: a giugno del secondo anno si pagano il saldo del primo e il primo acconto del secondo, circa una volta e mezza la cifra qui sopra, in una sola volta. Metti da parte ogni mese il 25% di quello che incassi.
Apri la partita IVA da osteopata, online
Codice ATECO 86.96.09, forfettario, iscrizione alla Gestione Separata e prima fattura elettronica: ci pensiamo noi in videochiamata. Preventivo fisso prima di iniziare.
Fatturazione e obblighi: fattura elettronica, IVA, bollo
Fattura elettronica anche ai pazienti
Qui l'osteopata è l'eccezione tra i sanitari. Il divieto di fattura elettronica per le prestazioni ai privati vale per chi invia i dati al Sistema Tessera Sanitaria, e l'osteopata non vi rientra: la fattura ai pazienti passa dal Sistema di Interscambio come qualsiasi altra, con il codice destinatario 0000000 e il codice fiscale del paziente, anche nel forfettario. Serve quindi un software di fatturazione elettronica dal primo giorno.
IVA, bollo e diciture
Nel forfettario la fattura non ha IVA (codice natura N2.2) e riporta la dicitura del regime: operazione in regime forfettario ai sensi dell'art. 1, commi 54-89, legge 190/2014, non soggetta a ritenuta d'acconto; sopra i 77,47 euro si applica la marca da bollo da 2 euro, anche in forma virtuale, addebitabile al paziente. Nel regime ordinario la fattura ha l'IVA al 22% e non il bollo, che riguarda solo gli importi senza IVA.
Niente Sistema TS, niente detrazione
Le spese per l'osteopata non sono tra quelle detraibili come spese sanitarie e non si inviano al Sistema Tessera Sanitaria. È una situazione che il completamento del riconoscimento della professione potrà cambiare: quando l'Agenzia delle Entrate aggiornerà la sua posizione, cambieranno insieme l'esenzione IVA, l'obbligo del Sistema TS e il divieto di fattura elettronica ai pazienti. Fino ad allora, meglio non promettere detrazioni.
Strutture e palestre
Centri, studi medici e società sportive pagano a fattura elettronica. Nel forfettario non trattengono la ritenuta; nell'ordinario trattengono il 20% del compenso come acconto delle tue imposte. Chiarisci sempre se la tariffa concordata è al lordo o al netto.
Errori comuni
Fare la fattura cartacea ai pazienti come gli altri sanitari
Il divieto di fattura elettronica vale per chi invia i dati al Sistema Tessera Sanitaria. L’osteopata non vi rientra: la fattura ai pazienti passa dallo SdI, con il codice destinatario 0000000, anche nel forfettario.
Promettere al paziente la detrazione del 19%
Oggi la spesa per l’osteopata non è detraibile, se non è fatta da un fisioterapista o un medico iscritto all’albo. Meglio dirlo prima che vederselo contestare al 730.
Scrivere "esente IVA art. 10" in regime ordinario
L’Agenzia delle Entrate ha negato l’esenzione con la risoluzione 9/E del 2026: in ordinario l’IVA è al 22%. Chi l’ha omessa deve regolarizzare.
Usare il codice 86.95.00 della fisioterapia
È il codice dei fisioterapisti iscritti al loro Ordine. Un osteopata senza quel titolo usa l’86.96.09; il codice sbagliato è il primo segnale per un controllo sull’esercizio abusivo.
Lasciar passare i termini degli elenchi speciali
Chi ha il titolo e non si iscrive agli elenchi speciali, o non sostiene l’esame entro sei anni, resta fuori dall’albo e quindi dalla professione sanitaria.
Spendere tutto il primo anno
A giugno del secondo anno arrivano insieme il saldo del primo e il primo acconto del secondo, tra imposta e contributi. Accantona ogni mese il 25% di quello che incassi.
Domande frequenti
Dal 1° aprile 2025 è 86.96.09, nel gruppo delle altre attività sanitarie della classificazione ATECO 2025; sostituisce il vecchio 86.90.29. Il coefficiente di redditività nel forfettario è del 78%. Chi in passato aveva usato il 96.09.09 dei servizi alla persona deve verificare che la posizione sia stata aggiornata.
Nel regime ordinario sì, al 22%: l’Agenzia delle Entrate, con la risoluzione 9/E del 24 febbraio 2026, ha chiarito che le prestazioni osteopatiche per ora non rientrano nell’esenzione delle prestazioni sanitarie. Nel forfettario non si applica l’IVA, per il regime e non per l’esenzione: è uno dei motivi per cui quasi tutti gli osteopati lo scelgono.
Oggi no, se il trattamento è fatto da un osteopata senza un altro titolo sanitario: la spesa non è tra quelle detraibili e non si invia al Sistema Tessera Sanitaria. È detraibile invece se a fare il trattamento è un fisioterapista o un medico iscritto al proprio albo. Con il completamento del riconoscimento della professione la regola potrà cambiare.
L’apertura è gratuita. Con 20.000 euro di incassi nel primo anno, tra imposta al 5% e Gestione Separata un osteopata nel forfettario versa circa 4.850 euro, più assicurazione, software di fatturazione elettronica e, se c’è, l’affitto dello studio.
Sì, se hai un titolo in osteopatia conseguito o avviato entro il 31 agosto 2026: dal 14 settembre 2026 si può chiedere l’iscrizione agli elenchi speciali ad esaurimento, e poi sostenere entro sei anni l’esame di abilitazione in università. È la strada per l’iscrizione definitiva all’albo degli osteopati. Chi non si iscrive resta fuori dalla professione sanitaria.