Guida ProfessioneATECO 86.95.00

Partita IVA per Fisioterapista

Dall'iscrizione al nuovo Ordine dei Fisioterapisti alla prima fattura: il codice ATECO giusto, quanto si paga tra imposta e INPS il primo anno, quando la prestazione è esente IVA e cosa serve per lavorare in studio, a domicilio o in una struttura.

10 min di lettura
Aggiornata a ottobre 2026

Chi è e cosa serve per esercitare

Il fisioterapista è una professione sanitaria della riabilitazione: valuta e tratta disturbi dell'apparato muscolo-scheletrico, neurologico e viscerale, in autonomia per la parte fisioterapica e in collaborazione con il medico per diagnosi e terapia. Per esercitare serve la laurea triennale in Fisioterapia (classe L/SNT2), che è abilitante, e l'iscrizione all'albo.

L'albo è cambiato di recente. Dal 2019 i fisioterapisti erano iscritti all'Ordine TSRM e PSTRP, insieme ad altre diciassette professioni; con il decreto del settembre 2022 sono nati gli Ordini dei Fisioterapisti (OFI), uno per territorio, riuniti nella Federazione nazionale FNOFI, operativi dal 2023. Chi era già iscritto è passato in automatico; chi si iscrive oggi si rivolge all'OFI della propria provincia o regione. La quota annuale è di circa 100-120 euro, variabile da ordine a ordine.

Prima di aprire la partita IVA

  • Iscrizione all’albo dell’Ordine dei Fisioterapisti del tuo territorio
  • Polizza di responsabilità civile professionale, obbligatoria per i professionisti sanitari (legge 24/2017); FNOFI ha una convenzione a poche decine di euro l’anno
  • Formazione continua ECM: 150 crediti ogni tre anni, dall’anno dopo l’iscrizione
  • Una PEC, il domicilio digitale obbligatorio per gli iscritti agli albi
  • Le credenziali del Sistema Tessera Sanitaria, da chiedere dopo l’apertura

Un punto su cui l'Ordine è severo: chi fa massaggi o ginnastica senza il titolo non è un fisioterapista e non può presentarsi come tale. Per chi ha il titolo vale il contrario: la riabilitazione è esclusiva, e questo si riflette anche nel fisco, con l'esenzione IVA e la detrazione per i pazienti.

Codice ATECO 2025/2026 per fisioterapisti

Fino a marzo 2025 i fisioterapisti si dividevano tra due codici generici. La classificazione ATECO 2025, in vigore dal 1° aprile 2025 e per tutto il 2026, ha dato alla professione un codice tutto suo.

Fino a marzo 2025 (ATECO 2007)Dal 1° aprile 2025 (ATECO 2025)Coefficiente forfettario
86.90.21 – Fisioterapia (o 86.90.29)86.95.00 – Attività di fisioterapia78%

Il coefficiente del 78% vale per tutto il gruppo delle professioni sanitarie: nel forfettario, 78 euro su 100 incassati sono reddito tassabile e il 22% è riconosciuto come spese forfettarie, qualunque sia la spesa reale. Se oltre alla fisioterapia tieni corsi di ginnastica o fai massaggi di benessere in modo stabile, si può aggiungere un codice secondario; vale la pena parlarne prima, perché per quelle prestazioni cambia l'IVA. Per capire la logica dei codici, leggi la guida al codice ATECO.

Regime fiscale consigliato: forfettario o ordinario

Per chi inizia il regime forfettario è la scelta naturale: imposta sostitutiva del 5% per i primi cinque anni, se l'attività è nuova e non prosegue un lavoro da dipendente, poi del 15%; niente IVA, niente ritenuta d'acconto, contabilità ridotta al minimo. Il limite è di 85.000 euro di compensi l'anno; sopra i 100.000 si esce subito.

L'IVA conta poco nella scelta, perché le prestazioni di riabilitazione sono esenti anche nel regime ordinario (art. 10, n. 18, DPR 633/1972). Non sono esenti i trattamenti estetici o di puro benessere e i corsi: nell'ordinario si applica il 22%, nel forfettario no.

L'ordinario merita un calcolo in due casi: uno studio con affitto alto, attrezzature costose e collaboratori, dove le spese reali superano di molto il 22% forfettario, oppure un master o un corso post-laurea importante, che nel forfettario non si deduce. Fai la prova con il calcolatore del regime forfettario e la guida al forfettario.

Per chi è anche dipendente, per esempio in una ASL o in una RSA: con più di 35.000 euro di reddito da lavoro dipendente nell'anno prima, il forfettario non si può usare (soglia valida per il 2025 e il 2026). E attenzione a fatturare soprattutto al proprio ex datore di lavoro: è una causa di esclusione.

Cassa previdenziale: la Gestione Separata INPS

Il fisioterapista non ha una cassa di previdenza propria. Chi lavora con partita IVA si iscrive alla Gestione Separata INPS, la gestione dei professionisti senza cassa, e versa nel 2026 il 26,07% del reddito professionale (il 78% degli incassi, nel forfettario). Chi ha già un'altra copertura obbligatoria, per esempio un contratto da dipendente, versa il 24%.

  • Nessun contributo minimo: con incassi bassi si versa poco, con incassi zero niente.
  • Si può addebitare al paziente una rivalsa del 4%, facoltativa e poco usata con i privati.
  • Niente riduzione del 35%: vale solo per artigiani e commercianti iscritti alle loro gestioni.
  • I contributi si pagano con la dichiarazione dei redditi: saldo e primo acconto a giugno, secondo acconto a novembre.
  • I contributi versati si deducono dal reddito dell’anno in cui li paghi, anche nel forfettario.

La Gestione Separata dà diritto a pensione, maternità, malattia in caso di ricovero e, dal 2022, all'indennità ISCRO per i periodi di calo del reddito. L'iscrizione si fa online sul sito dell'INPS subito dopo l'apertura della partita IVA.

Quanto costa il primo anno: esempio con 20.000 € di incassi

Primo anno di attività, regime forfettario al 5%, 20.000 € incassati dai pazienti. Il reddito tassabile è il 78%, cioè 15.600 €; nel primo anno non ci sono contributi già versati da dedurre, quindi l'imposta si calcola sull'intero reddito.

VoceImporto
Imposta sostitutiva al 5% su 15.600 €780 €
Gestione Separata INPS, 26,07% su 15.600 €4.067 €
Totale tra imposta e contributi4.847 €

Circa un quarto degli incassi, quasi tutto in contributi: è la caratteristica delle professioni senza cassa. A questo si aggiungono i costi fissi: quota dell'Ordine (100-120 euro), assicurazione (poche decine di euro con la convenzione FNOFI, di più con massimali alti), software di fatturazione, lettino e attrezzature, e l'affitto se apri uno studio. Dal secondo anno l'imposta scende, perché i contributi versati si deducono.

Il conto arriva l'anno dopo. A giugno del secondo anno si pagano il saldo del primo anno e il primo acconto del secondo, cioè circa una volta e mezza la cifra qui sopra, in una sola volta. Metti da parte ogni mese il 25% di quello che incassi.

Rifai il conto con i tuoi numeri

Nel calcolatore inserisci i tuoi incassi, il coefficiente del 78% e la Gestione Separata.

Apri la partita IVA da fisioterapista, online

Codice ATECO 86.95.00, forfettario, iscrizione alla Gestione Separata, credenziali del Sistema Tessera Sanitaria e prima fattura: ci pensiamo noi in videochiamata. Preventivo fisso prima di iniziare.

Apertura partita IVA online

Fatturazione e obblighi: fattura, IVA, bollo, Sistema TS

Ai pazienti: niente fattura elettronica

Per le prestazioni sanitarie a persone fisiche è vietato emettere la fattura elettronica tramite il Sistema di Interscambio, un divieto diventato definitivo dal 2026. La fattura al paziente si fa su carta o in PDF, con il suo codice fiscale, e va emessa sempre, anche se non la chiede. A palestre, centri, RSA e aziende la fattura è invece elettronica, anche nel forfettario.

Esente IVA, ma non sempre

La fisioterapia è esente IVA perché è una prestazione sanitaria di cura e riabilitazione resa da un professionista abilitato. L'esenzione segue la finalità, non il nome del trattamento: un massaggio decontratturante dopo un infortunio è esente, lo stesso massaggio fatto per rilassarsi è imponibile. Nel forfettario non si applica comunque l'IVA, ma la distinzione conta per la detrazione del paziente e per l'invio al Sistema TS.

Cosa scrivere in fattura

Il compenso, la marca da bollo da 2 euro quando il totale supera 77,47 euro (si può addebitare al paziente), l'eventuale rivalsa INPS del 4% e la dicitura del regime: operazione in regime forfettario ai sensi dell'art. 1, commi 54-89, legge 190/2014, non soggetta a ritenuta d'acconto. Nel regime ordinario, per le prestazioni sanitarie, l'esenzione ex art. 10 n. 18.

Sistema Tessera Sanitaria e detrazione

I fisioterapisti sono obbligati a inviare al Sistema TS i dati delle fatture ai pazienti, che finiscono nel 730 precompilato. Dal 2026 l'invio è annuale, entro il 31 gennaio per le fatture incassate nell'anno prima; il paziente può opporsi. La fisioterapia si detrae al 19% senza prescrizione medica, perché il fisioterapista è tra le figure sanitarie riconosciute dal decreto del 29 marzo 2001; serve però il pagamento tracciabile. Dirlo al paziente prima della seduta evita discussioni alla cassa.

Studio, domicilio, strutture: le tre strade

Lo studio professionale. Per un singolo fisioterapista non serve l'autorizzazione sanitaria prevista per ambulatori e centri di riabilitazione: di norma basta una comunicazione al Comune o all'ASL, con locali idonei e il nome sulla targa. Le regole sono regionali e cambiano da una Regione all'altra, quindi chiedi all'Ordine territoriale prima di firmare un contratto di affitto. Se aggiungi apparecchiature elettromedicali o altri professionisti, i requisiti crescono.

Il domicilio del paziente. L'attività domiciliare è libera e per molti è il modo di iniziare senza costi fissi: stessa partita IVA, stessa fattura, Sistema TS compreso. Le spese di viaggio non si deducono nel forfettario, ma sono coperte dal 22% forfettario.

Le strutture. Centri, RSA, società sportive e palestre pagano a fattura elettronica. Nel forfettario non trattengono la ritenuta; nell'ordinario trattengono il 20% del compenso come acconto delle tue imposte. Quando concordi la tariffa, chiarisci se è al lordo o al netto, e chi copre l'assicurazione per il lavoro fatto nella loro sede.

Errori comuni

Fatturare i massaggi di benessere come prestazioni esenti

L’esenzione IVA copre diagnosi, cura e riabilitazione. Un trattamento estetico o di puro benessere, senza finalità terapeutica, è imponibile: nel forfettario non cambia nulla, nel regime ordinario sì.

Aprire la partita IVA prima dell’iscrizione all’Ordine

Senza iscrizione all’albo non si può usare il titolo né fatturare prestazioni di fisioterapia. Prima l’Ordine, poi l’Agenzia delle Entrate.

Mandare la fattura elettronica ai pazienti

Per le prestazioni sanitarie a persone fisiche è vietato il passaggio dallo SdI: fattura cartacea o PDF, con il codice fiscale del paziente.

Dimenticare l’invio al Sistema Tessera Sanitaria

Scade il 31 gennaio per le fatture dell’anno prima. La sanzione è di 100 euro per ogni fattura non comunicata, fino a 50.000 euro l’anno.

Chiedere la riduzione INPS del 35%

Quella riduzione vale solo per artigiani e commercianti. Chi versa alla Gestione Separata paga il 26,07% pieno, senza minimi.

Spendere tutto il primo anno

Nel primo anno non si versa quasi nulla; a giugno del secondo arrivano saldo e primo acconto di imposta e contributi insieme. Accantona ogni mese il 25% di quello che incassi.

Domande frequenti

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