Guida ProfessioneATECO 62.20.10 · 62.10.00

Partita IVA per Consulente Informatico e Sviluppatore

Il codice ATECO giusto tra consulenza e programmazione, il coefficiente del 67% che rende il forfettario così conveniente, come si fattura a un cliente di Berlino o di Austin, e le regole da conoscere quando si lascia un'azienda per lavorarci da freelance.

11 min di lettura
Aggiornata a ottobre 2026

Chi è e cosa serve per esercitare

Sviluppatori, consulenti IT, sistemisti, data analyst, chi fa siti e app: nessuna di queste è una professione regolamentata. Niente albo, niente titolo richiesto, niente esame. Serve la partita IVA quando l'attività è abituale, anche con un solo cliente: la prestazione occasionale, con la ritenuta e senza partita IVA, va bene per un lavoro ogni tanto, non per chi fattura ogni mese.

Quasi tutti sono professionisti: vendono il proprio lavoro intellettuale, senza negozio né dipendenti, quindi niente Camera di Commercio e contributi alla Gestione Separata INPS. Chi invece vende licenze di un proprio software, assume o apre un negozio di assistenza è un'impresa, con il Registro delle Imprese e l'INPS commercianti. Questa guida parla del professionista, che è il caso di chi inizia.

Prima di aprire la partita IVA

  • Il modello AA9/12 con il codice ATECO giusto e la scelta del regime: il numero arriva subito
  • L’iscrizione alla Gestione Separata INPS, gratuita, online
  • L’iscrizione al VIES, se lavorerai con aziende di altri Paesi UE: si chiede nello stesso modello
  • Una PEC, che userai anche per ricevere le fatture elettroniche
  • Un software di fatturazione elettronica: la fattura passa dallo SdI verso tutti, esteri compresi
  • Un contratto scritto con ogni cliente, soprattutto se è uno solo

Codice ATECO 2025/2026 per consulenti informatici e sviluppatori

Con la classificazione ATECO 2025, in vigore dal 1° aprile 2025 e per tutto il 2026, la divisione 62 è stata riscritta e i codici dell'informatica sono cambiati di numero. Le due scelte principali:

Fino a marzo 2025 (ATECO 2007)Dal 1° aprile 2025 (ATECO 2025)Per chiCoefficiente
62.02.0062.20.10 – Attività di consulenza informaticaConsulenza, analisi, architettura, sicurezza, gestione di sistemi67%
62.01.0062.10.00 – Attività di programmazione informaticaSviluppo, modifica, test e manutenzione di software, siti e app67%

Il coefficiente è lo stesso, quindi la scelta non cambia le imposte: conta descrivere bene l'attività, e si possono tenere entrambi i codici, uno principale e uno secondario. Il 67% è uno dei coefficienti più bassi del forfettario: su 100 euro incassati, 67 sono reddito tassabile e 33 sono spese riconosciute a forfait, anche se lavori da casa con un portatile. Chi aveva la partita IVA prima di aprile 2025 ha avuto il passaggio in automatico; conviene controllare nel cassetto fiscale che il nuovo codice sia quello giusto. Per la logica dei codici, leggi la guida al codice ATECO.

Regime fiscale consigliato: forfettario, finché si può

Con pochi costi reali e il coefficiente del 67%, il regime forfettario è per uno sviluppatore quasi imbattibile: imposta sostitutiva del 5% per i primi cinque anni, se l'attività è nuova e non prosegue un lavoro da dipendente, poi del 15%, calcolata sul 67% degli incassi meno i contributi; niente IVA, niente ritenuta d'acconto, contabilità minima.

Il limite è la crescita. Il forfettario vale fino a 85.000 euro di compensi l'anno: chi li supera esce dall'anno dopo, chi supera i 100.000 esce subito, dalla fattura in più. Per chi lavora a giornata con tariffe da senior è un traguardo vicino, e va previsto: nel regime ordinario i costi reali si deducono, l'IVA sugli acquisti si detrae e ai clienti italiani si fattura con l'IVA al 22%, che le aziende recuperano. Il salto conviene prepararlo con un anno di anticipo.

Per chi ha anche uno stipendio: con più di 35.000 euro di reddito da lavoro dipendente nell'anno prima il forfettario è escluso (soglia valida per il 2025 e il 2026). Fai la prova con il calcolatore del regime forfettario e la guida al forfettario.

Cassa previdenziale: la Gestione Separata INPS

Non esiste una cassa degli informatici. Il professionista si iscrive alla Gestione Separata INPS e versa nel 2026 il 26,07% del reddito professionale (il 67% degli incassi, nel forfettario). Chi ha già un'altra copertura obbligatoria, per esempio un contratto part-time, versa il 24%.

  • Nessun contributo minimo: con incassi bassi si versa poco.
  • Si può addebitare al cliente una rivalsa del 4%, facoltativa: con le aziende è normale, con i privati meno.
  • Niente riduzione del 35%: vale solo per artigiani e commercianti.
  • Saldo e primo acconto a giugno con la dichiarazione dei redditi, secondo acconto a novembre.
  • I contributi versati si deducono dal reddito dell’anno in cui li paghi, anche nel forfettario.
  • Dà diritto a pensione, maternità, malattia con ricovero e all’indennità ISCRO nei periodi di calo del reddito.

Quanto costa il primo anno: esempio con 20.000 € di incassi

Primo anno di attività, regime forfettario al 5%, 20.000 € incassati, per esempio da chi inizia part-time o da un primo semestre di lavoro. Il reddito tassabile è il 67%, cioè 13.400 €; nel primo anno non ci sono contributi già versati da dedurre.

VoceImporto
Imposta sostitutiva al 5% su 13.400 €670 €
Gestione Separata INPS, 26,07% su 13.400 €3.493 €
Totale tra imposta e contributi4.163 €

Circa il 21% degli incassi, contro il 24% di una professione con coefficiente 78%: il 67% vale circa tre punti. Le cifre crescono in proporzione: con 50.000 euro sono circa 10.400. A questo si aggiungono software di fatturazione, abbonamenti e, se li compri da fornitori esteri, l'IVA da integrare. Dal secondo anno l'imposta scende, perché i contributi versati si deducono.

Il conto arriva l'anno dopo: a giugno del secondo anno si pagano il saldo del primo e il primo acconto del secondo, circa una volta e mezza la cifra qui sopra, in una sola volta. Metti da parte ogni mese il 25% di quello che incassi.

Rifai il conto con i tuoi numeri

Nel calcolatore inserisci i tuoi incassi, il coefficiente del 67% e la Gestione Separata.

Apri la partita IVA da sviluppatore o consulente IT, online

Codice ATECO, forfettario, Gestione Separata, iscrizione al VIES per i clienti esteri e prima fattura elettronica: ci pensiamo noi in videochiamata, ovunque tu sia. Preventivo fisso prima di iniziare.

Apertura partita IVA online

Fatturazione e obblighi: fattura elettronica, clienti esteri, bollo

Clienti italiani

Fattura elettronica tramite lo SdI, obbligatoria anche nel forfettario, con la dicitura del regime (operazione in regime forfettario ai sensi dell'art. 1, commi 54-89, legge 190/2014, non soggetta a ritenuta d'acconto) e, sopra i 77,47 euro, la marca da bollo da 2 euro, assolta in modo virtuale e addebitabile al cliente. Nel regime ordinario la fattura ha l'IVA al 22% e le aziende trattengono la ritenuta del 20%.

Clienti in un altro Paese UE

A un'azienda con partita IVA di un altro Stato membro la prestazione è senza IVA italiana: in fattura va la dicitura “inversione contabile, art. 7-ter DPR 633/1972” e l'IVA la assolve il cliente nel suo Paese. Serve l'iscrizione al VIES e la verifica che la partita IVA del cliente sia valida, da fare prima di ogni nuovo cliente. La fattura passa comunque dallo SdI, con il codice destinatario XXXXXXX: è così che oggi si assolve l'obbligo di comunicare le operazioni con l'estero. Ai privati UE, invece, si fattura con le regole italiane.

Clienti extra UE

A un'azienda degli Stati Uniti, della Svizzera o del Regno Unito la prestazione è fuori campo IVA, sempre per l'art. 7-ter: fattura senza IVA, con la dicitura, via SdI con XXXXXXX. Il bollo da 2 euro si applica anche qui, sopra i 77,47 euro. Puoi fatturare in dollari indicando il controvalore in euro, e incassare su conti o piattaforme di pagamento esteri: conta che i compensi siano dichiarati, non dove arrivano.

Acquisti dall'estero: la trappola del forfettario

Cloud, hosting, licenze, strumenti in abbonamento comprati da fornitori esteri con partita IVA sono acquisti di servizi dall'estero: chi ha la partita IVA deve integrare l'IVA al 22% con un'autofattura elettronica TD17 e versarla entro il 16 del mese successivo. Nel regime ordinario quell'IVA si detrae e il saldo è zero; nel forfettario no, ed è un costo reale. Conviene comunicare la partita IVA ai fornitori e tenere un elenco degli abbonamenti.

Ex dipendente, agenzie e unico cliente

Molti sviluppatori aprono la partita IVA perché l'azienda in cui lavoravano, o un'agenzia che li piazza presso un cliente, lo propone. Si può fare, ma tre regole decidono se conviene e se regge.

  • Il 50%. Nel forfettario non puoi fatturare in prevalenza al datore di lavoro attuale o dei due anni precedenti. Superata la metà dei compensi, esci dal regime.
  • La mera prosecuzione. L’aliquota del 5% spetta solo a un’attività davvero nuova. Stesse mansioni, stesso team, stesso cliente di prima: è prosecuzione, e si paga il 15% dal primo anno.
  • L’etero-organizzazione. Se il cliente, o l’agenzia, decide orari, luogo di lavoro e modalità come per un dipendente, il rapporto è subordinato per legge, anche con la partita IVA. Un contratto scritto con obiettivi, consegne e libertà di organizzarsi protegge entrambi.

Un solo cliente non è vietato: lo è lavorare per un solo cliente come se si fosse suoi dipendenti. La differenza si vede nei fatti, non nella carta.

Errori comuni

Comprare servizi esteri senza integrare l’IVA

Cloud, hosting, licenze e strumenti in abbonamento da fornitori esteri richiedono l’autofattura TD17 e il versamento dell’IVA al 22% entro il 16 del mese dopo. Nel forfettario quell’IVA è un costo vero, da mettere a preventivo.

Fatturare a un’azienda UE senza essere iscritto al VIES

Senza VIES l’operazione non è in inversione contabile e si dovrebbe applicare l’IVA. L’iscrizione si chiede all’apertura o dopo, ed è gratuita.

Accorgersi degli 85.000 euro a dicembre

Sopra 85.000 si esce dal forfettario l’anno dopo; sopra 100.000 si esce subito, con l’IVA dovuta da quella fattura in poi. Chi cresce in fretta deve fare il punto a metà anno.

Fatturare soprattutto all’ex datore di lavoro

Oltre il 50% dei compensi al datore di lavoro attuale o dei due anni precedenti esclude dal forfettario; stesse mansioni di prima fanno perdere anche il 5%.

Accettare un "contratto" con orari, badge e postazione fissa

Se il cliente organizza il tuo lavoro come quello di un dipendente, il rapporto è subordinato, qualunque sia la carta firmata. Vale anche quando in mezzo c’è un’agenzia.

Dimenticare il bollo sulle fatture estere

La marca da bollo da 2 euro sopra i 77,47 euro si applica a tutte le fatture senza IVA, comprese quelle a clienti UE ed extra UE, anche se il cliente non sa cosa sia.

Domande frequenti

Vuoi lavorare da freelance nell'informatica?

Apriamo la partita IVA con te, da remoto: codice ATECO, forfettario, VIES per i clienti esteri e prima fattura elettronica.