Calcolatore Fattura Professionista
Calcola gli importi della fattura per professionisti: IVA, ritenuta d'acconto 20% e contributo cassa previdenziale 4%. Oppure parti dal netto che vuoi incassare e trova il compenso da fatturare (calcolo inverso).
Dati della Fattura
L'importo del compenso professionale al netto di IVA e ritenute
Attivare se iscritti a una cassa di previdenza professionale
Riepilogo Fattura
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Disclaimer: I calcoli sono indicativi e hanno scopo puramente informativo. La fatturazione professionale può variare in base al regime fiscale adottato, alla cassa previdenziale di appartenenza e ad eventuali convenzioni specifiche. Per una consulenza personalizzata, contattaci.
Come funziona il calcolo inverso della fattura
Di solito si parte dal compenso e si arriva al netto. Nella pratica succede il contrario: sai quanto vuoi che ti resti, per esempio 1.000 euro, e devi scrivere in fattura il compenso che, dopo cassa, IVA e ritenuta, lascia proprio quella cifra. È il calcolo inverso, e non si fa per tentativi.
Il netto che incassi è il totale della fattura meno la ritenuta d'acconto. Il totale è il compenso più il contributo cassa del 4%, più l'IVA su entrambi; la ritenuta del 20% si calcola sul compenso più la cassa, senza IVA. Mettendo insieme i pezzi, il netto è il compenso moltiplicato per (1 + cassa) e per (1 + IVA − ritenuta). Per tornare indietro basta dividere: compenso = netto / [(1 + cassa) × (1 + IVA − ritenuta)].
Con cassa, IVA al 22% e ritenuta, il fattore vale 1,04 × 1,02 = 1,0608. Per incassare 1.000 euro netti il compenso è 942,68 euro: la fattura totale sarà di 1.196,08 euro, il cliente ne tratterrà 196,08 di ritenuta e ti verserà 1.000,00. Senza cassa il fattore scende a 1,02; con IVA esente diventa 0,832, perché resta solo la ritenuta a ridurre l'incasso. L'IVA, infatti, la incassi e la versi: non è tua, ma passa dal tuo conto e cambia il totale della fattura.
Domande Frequenti sulla Fattura del Professionista
Risposte alle domande più comuni sulla fatturazione professionale
La ritenuta d'acconto è un anticipo sulle imposte sul reddito che il committente trattiene al momento del pagamento della fattura. Per i professionisti iscritti ad albi professionali, la ritenuta è generalmente pari al 20% dell'imponibile (comprensivo della cassa previdenziale). Il committente versa la ritenuta all'Erario come sostituto d'imposta.
Il contributo integrativo alla cassa previdenziale del 4% si applica ai professionisti iscritti a un ordine professionale che hanno una cassa di previdenza obbligatoria (es. CNPADC per commercialisti, Cassa Forense per avvocati, INARCASSA per ingegneri e architetti). Il contributo è a carico del cliente e viene aggiunto in fattura sull'imponibile.
La ritenuta d'acconto del 20% si calcola sull'imponibile maggiorato del contributo cassa previdenziale (se presente). Quindi, se l'imponibile è 1.000 euro e il contributo cassa è 40 euro (4%), la base per la ritenuta è 1.040 euro, e la ritenuta sarà 208 euro (20% di 1.040).
Si divide il netto per il fattore della fattura: (1 + cassa) × (1 + IVA − ritenuta). Con cassa 4%, IVA 22% e ritenuta 20%, il fattore è 1,04 × 1,02 = 1,0608: per incassare 1.000 euro l'imponibile da fatturare è 942,68 euro, che con cassa e IVA fa una fattura di 1.196,08 euro, meno 196,08 euro di ritenuta. Il calcolatore, in modalità "dal netto al compenso", fa questo conto per te.
No. Chi è nel regime forfettario non subisce la ritenuta d'acconto e non applica l'IVA: la fattura riporta la dicitura del regime (art. 1, commi 54-89, legge 190/2014) e il cliente paga l'intero importo, più l'eventuale contributo cassa. Per simulare una fattura forfettaria, imposta l'IVA a 0% e ignora la riga della ritenuta.