Partita IVA per Dietista e Nutrizionista
Chi sei davvero per il fisco e per la previdenza, quale codice ATECO usare dopo il cambio del 2025, quanto paghi il primo anno e come si fattura ai pazienti senza errori. Una guida per chi sta per aprire la partita IVA da dietista o da biologo nutrizionista.
Dietista, nutrizionista, biologo nutrizionista: tre figure, tre inquadramenti
“Nutrizionista” non è un titolo professionale a sé. In Italia possono occuparsi di alimentazione e piani dietetici tre professioni diverse, ognuna con il suo percorso di studi, il suo albo e la sua cassa di previdenza. Prima di aprire la partita IVA bisogna sapere in quale delle tre rientri: da lì dipendono il codice ATECO, la cassa a cui versi i contributi e perfino cosa puoi scrivere in fattura.
| Figura | Formazione | Albo | Cassa |
|---|---|---|---|
| Dietista | Laurea triennale in Dietistica (classe L/SNT3) | Albo dei dietisti presso l'Ordine TSRM e PSTRP | Gestione Separata INPS |
| Biologo nutrizionista | Laurea magistrale in Biologia o in Scienze della nutrizione umana, Esame di Stato | Ordine dei Biologi | ENPAB |
| Medico (dietologo) | Laurea in Medicina, di solito specializzazione in Scienza dell'alimentazione | Ordine dei Medici | ENPAM |
Il dietista è una professione sanitaria: elabora e attua le diete e collabora con il medico, che resta il riferimento per diagnosi e terapia delle malattie. Il biologo nutrizionista può valutare i bisogni nutritivi e preparare piani alimentari per persone sane e, su diagnosi del medico, per persone con patologie. Il medico è l'unico che fa diagnosi e prescrive farmaci; ha un inquadramento proprio e qui ne parliamo solo per completezza.
Due obblighi valgono per tutte e tre le figure: l'assicurazione di responsabilità civile professionale, obbligatoria per i professionisti sanitari dalla legge Gelli (L. 24/2017), e la formazione continua ECM, con un monte crediti da raggiungere ogni triennio.
L'errore più frequente: un dietista che si iscrive all'ENPAB perché “è la cassa dei nutrizionisti”. L'ENPAB è la cassa dei biologi; il dietista versa alla Gestione Separata INPS. Correggere a posteriori significa chiedere rimborsi e regolarizzare i contributi.
Codice ATECO 2025/2026 per dietisti e nutrizionisti
Dal 1° aprile 2025 l'Agenzia delle Entrate usa la nuova classificazione ATECO 2025, che vale anche per tutto il 2026. Il vecchio codice 86.90.29, quello che trovi ancora in molte guide, non esiste più.
| Figura | Fino a marzo 2025 (ATECO 2007) | Dal 1° aprile 2025 (ATECO 2025) | Coefficiente forfettario |
|---|---|---|---|
| Dietista | 86.90.29 | 86.99.09 – Altre attività varie per la salute umana n.c.a. | 78% |
| Biologo nutrizionista (consulenze ai pazienti) | 86.90.29 | 86.99.09 | 78% |
Il codice 86.99.09 nomina espressamente i dietisti. Il biologo nutrizionista che fa consulenze ai pazienti usa di norma lo stesso codice; chi da biologo svolge altre attività, come analisi di laboratorio o ricerca, usa codici diversi, e conviene valutarli caso per caso. Il coefficiente di redditività del forfettario resta del 78%: su 100 euro incassati, 78 sono reddito tassabile.
Se hai aperto la partita IVA prima di aprile 2025 non devi rifare nulla: le posizioni sono state ricondotte alla nuova classificazione. Conviene però controllare nel cassetto fiscale che il codice attribuito sia quello giusto. Per approfondire, leggi la guida alla scelta del codice ATECO.
Apertura della partita IVA
La partita IVA si apre con il modello AA9/12 all'Agenzia delle Entrate, entro 30 giorni dall'inizio dell'attività. L'apertura è gratuita e, con l'invio telematico, il numero arriva subito. Un dietista o un biologo con partita IVA è un professionista: non si iscrive alla Camera di Commercio. Prima di iniziare servono:
- iscrizione all’albo (TSRM e PSTRP per il dietista, Ordine dei Biologi per il biologo)
- modello AA9/12 con il codice ATECO 86.99.09 e la scelta del regime fiscale
- iscrizione alla cassa: Gestione Separata INPS per il dietista, ENPAB per il biologo
- polizza di responsabilità civile professionale
- una PEC, il domicilio digitale obbligatorio per gli iscritti agli albi
- le credenziali per il Sistema Tessera Sanitaria, per inviare i dati delle spese dei pazienti
Per la procedura passo per passo c'è la guida su come aprire la partita IVA; se preferisci che se ne occupi qualcun altro, più in basso trovi il nostro servizio di apertura online.
Regime fiscale: forfettario o ordinario
Per chi inizia, il regime forfettario è quasi sempre la scelta più conveniente. Si paga un'imposta sostitutiva al posto di IRPEF e addizionali, calcolata sul 78% degli incassi meno i contributi versati: al 5% per i primi cinque anni se l'attività è davvero nuova, poi al 15%. Il limite è di 85.000 euro di compensi l'anno.
Per avere il 5% non devi aver esercitato attività d'impresa o professionale nei tre anni precedenti, e l'attività non deve essere la prosecuzione del tuo lavoro da dipendente: chi ha fatto il dietista in una clinica e apre la partita IVA per lavorare per la stessa clinica rischia di perderlo. Attenzione anche a fatturare soprattutto al tuo ex datore di lavoro: è una delle cause che escludono dal forfettario.
L'IVA, per le prestazioni sanitarie, pesa poco nella scelta: le visite e i piani alimentari finalizzati alla salute sono esenti anche nel regime ordinario (art. 10, n. 18, DPR 633/1972). L'ordinario conviene solo con spese molto alte, per esempio uno studio grande con collaboratori, perché lì i costi si deducono per il loro importo reale. Puoi simulare le due strade con il calcolatore del regime forfettario e la guida al forfettario.
Quando l'attività cresce, tieni d'occhio la soglia. Se in un anno superi gli 85.000 euro di compensi, resti nel forfettario fino al 31 dicembre ed esci dall'anno successivo. Se superi i 100.000 euro, esci subito, dal giorno stesso: da quella fattura in poi si applicano le regole del regime ordinario. Per uno studio che sta crescendo, conviene fare il punto a metà anno.
Contributi: ENPAB per il biologo, Gestione Separata INPS per il dietista
Dietista: Gestione Separata INPS
- 26,07% del reddito (il 78% degli incassi, nel forfettario)
- Nessun contributo minimo: se incassi poco, versi poco
- Puoi addebitare al paziente una rivalsa del 4%, facoltativa
- Niente riduzione del 35%: vale solo per artigiani e commercianti
Biologo nutrizionista: ENPAB
- Contributo soggettivo: 15% del reddito netto professionale
- Contributo integrativo: 4% del volume d'affari, addebitato in fattura al paziente
- Contributo di maternità: quota fissa annuale
- Minimi 2026: soggettivo 1.309 euro, integrativo 106 euro, maternità 136 euro
La differenza pesa: a parità di incassi, il biologo nutrizionista versa di solito meno contributi del dietista, ma paga i minimi anche negli anni in cui guadagna poco. L'ENPAB prevede minimi ridotti in alcuni casi, per esempio per i primi anni di iscrizione dei più giovani: conviene verificarli al momento dell'iscrizione.
Quanto costa il primo anno: esempio con 20.000 € di incassi
Un esempio concreto: primo anno di attività, regime forfettario con imposta al 5%, 20.000 € di compensi incassati dai pazienti. Il reddito tassabile è il 78%, cioè 15.600 €. Nel primo anno non ci sono contributi già versati da dedurre, quindi l'imposta si calcola sull'intero reddito.
| Voce | Dietista (INPS) | Biologo nutrizionista (ENPAB) |
|---|---|---|
| Imposta sostitutiva al 5% | 780 € | 780 € |
| Contributi previdenziali | 4.067 € | 2.340 € |
| Contributo di maternità | – | 136 € |
| Totale tra imposta e contributi | 4.847 € | 3.256 € |
Il biologo addebita in più ai pazienti il 4% di contributo integrativo, 800 € su questi incassi, e lo gira all'ENPAB: non è un costo suo. A questi importi vanno aggiunti i costi fissi dell'attività, che trovi più sotto.
Il conto arriva l'anno dopo. Nel primo anno non si pagano acconti, ma a giugno del secondo anno si versano insieme il saldo del primo anno e il primo acconto del secondo: è il momento in cui molti si trovano senza liquidità. Metti da parte ogni mese circa un quarto di quello che incassi.
Apri la partita IVA da dietista o nutrizionista, online
Codice ATECO, forfettario, iscrizione all’INPS o all’ENPAB, credenziali del Sistema Tessera Sanitaria e prima fattura: ci pensiamo noi in videochiamata. Preventivo fisso prima di iniziare.
Fatturare ai pazienti: fattura elettronica, bollo, sistema TS
Qui si fanno gli errori più costosi, perché le regole per le prestazioni sanitarie sono diverse da quelle di tutti gli altri professionisti.
Pazienti privati: niente fattura elettronica
Per le prestazioni sanitarie rese a persone fisiche è vietato emettere la fattura elettronica tramite il Sistema di Interscambio: un divieto che dal 2026 è diventato definitivo. La fattura al paziente si fa su carta o in PDF, fuori dallo SdI, con il suo codice fiscale.
Palestre, centri e aziende: fattura elettronica
Se lavori per una palestra, un centro medico o un'azienda, la fattura è invece elettronica, anche nel regime forfettario. Nel forfettario la struttura non trattiene la ritenuta d'acconto; nel regime ordinario, invece, trattiene il 20% del compenso e lo versa per te come anticipo delle imposte. Quando concordi la tariffa con un poliambulatorio, chiarisci se è al lordo o al netto della ritenuta e dei contributi in fattura.
Marca da bollo da 2 euro
Sulle fatture senza IVA di importo superiore a 77,47 euro va applicata la marca da bollo da 2 euro. Vale sia nel forfettario sia per le prestazioni esenti; puoi addebitarla al paziente indicandola in fattura.
Le diciture
Nel forfettario la fattura riporta che l'operazione è effettuata in regime forfettario (art. 1, commi 54-89, L. 190/2014) e non è soggetta a ritenuta d'acconto. Il biologo aggiunge il 4% di contributo integrativo ENPAB; il dietista può aggiungere la rivalsa INPS del 4%.
Sistema Tessera Sanitaria
Dietisti e biologi devono inviare al Sistema Tessera Sanitaria i dati delle fatture ai pazienti, che l'Agenzia delle Entrate usa per il 730 precompilato: è lì che il paziente detrae il 19%. Il paziente può opporsi all'invio, e va annotato. Perché la detrazione valga, il pagamento deve essere tracciabile: carta, bancomat o bonifico, non contanti. Conviene dirlo al paziente prima della visita.
Studio, domicilio e online con la stessa partita IVA
Molti dietisti e nutrizionisti lavorano in più modi insieme: uno studio proprio, qualche giorno in un poliambulatorio, visite a domicilio e controlli in videochiamata. Per il fisco è sempre la stessa attività professionale, con lo stesso codice ATECO e la stessa partita IVA.
Cambia il modo di documentare: fattura non elettronica e invio al Sistema TS per i pazienti privati, fattura elettronica per le strutture. Se ricevi i pazienti in casa tua, l'indirizzo può essere anche quello della sede dell'attività. Discorso diverso per la vendita di prodotti, come integratori o alimenti: è un'attività commerciale, con un altro inquadramento e con l'IVA, da valutare prima di iniziare.
Dipendente e libero professionista insieme
È comune lavorare part-time in una struttura e, nel resto della settimana, ricevere pazienti con la propria partita IVA. Si può fare, a tre condizioni da controllare prima.
- Il contratto di lavoro lo permette. Nel pubblico impiego serve l'autorizzazione dell'ente e per alcuni rapporti a tempo pieno l'attività privata è esclusa; nel privato vanno rispettati il patto di non concorrenza e l'obbligo di fedeltà.
- Il reddito da dipendente non supera la soglia del forfettario. Chi nell'anno precedente ha avuto più di 35.000 euro di reddito da lavoro dipendente non può usare il forfettario: la soglia vale per il 2025 e il 2026, poi torna a 30.000 euro salvo proroghe.
- I contributi cambiano. Il dietista che ha già una copertura previdenziale come dipendente versa alla Gestione Separata l'aliquota ridotta del 24% invece del 26,07%. Per il biologo i contributi ENPAB restano dovuti sulla parte libero professionale.
Le scadenze dell'anno
Una volta aperta la partita IVA, le date da segnare in calendario sono poche ma fisse:
| Quando | Cosa |
|---|---|
| 31 gennaio | Invio al Sistema Tessera Sanitaria dei dati delle fatture ai pazienti dell'anno prima (dal 2026 l'invio è annuale) |
| 30 aprile e 30 giugno | Biologi: rate dei contributi minimi ENPAB |
| 30 giugno | Saldo dell'imposta sostitutiva e primo acconto; per il dietista, saldo e acconto della Gestione Separata |
| Ottobre | Dichiarazione dei redditi (modello Redditi PF) entro il 31; biologi: dichiarazione reddituale ENPAB e conguaglio dei contributi |
| 30 novembre | Secondo acconto dell'imposta e, per il dietista, della Gestione Separata |
Quando una scadenza cade di sabato o di domenica slitta al primo giorno lavorativo successivo.
Costi di avvio e tariffe medie
Costi di avvio
- Apertura della partita IVA: gratuita
- Quota annuale dell'albo: 100-200 euro
- Assicurazione professionale: 100-300 euro l'anno
- Attrezzatura base (bilancia, plicometro): 300-800 euro
- Software di gestione e fatturazione: 20-50 euro al mese
Tariffe e incassi
- Prima visita nutrizionale: 60-120 euro
- Piano alimentare personalizzato: 80-150 euro
- Controllo di follow-up: 40-70 euro
- Incassi annui nei primi anni: 20.000-35.000 euro
- Incassi annui a regime: 40.000-70.000 euro
Valori indicativi di mercato, molto variabili tra città e tra chi lavora da solo e chi in strutture.
Domande frequenti
Dal 1° aprile 2025 è 86.99.09, "Altre attività varie per la salute umana n.c.a.", che nella classificazione ATECO 2025 cita espressamente i dietisti. Sostituisce il vecchio 86.90.29. Nel regime forfettario il coefficiente di redditività resta del 78%. Lo stesso codice è usato di norma anche dal biologo nutrizionista che fa consulenze ai pazienti.
Sì, se è un biologo nutrizionista iscritto all’Ordine dei Biologi: l’ENPAB è la cassa dei biologi. Il dietista invece non si iscrive all’ENPAB: non avendo una cassa propria versa i contributi alla Gestione Separata INPS. Il medico dietologo versa all’ENPAM. Conta l’albo a cui sei iscritto, non il nome che usi sul biglietto da visita.
Sì. Visite in studio, a domicilio, in palestra o in videochiamata sono la stessa attività professionale, con lo stesso codice ATECO e la stessa partita IVA. Cambia solo il modo di documentarle: per i pazienti privati fattura non elettronica e invio al Sistema Tessera Sanitaria; per palestre e centri fattura elettronica. Se inizi a vendere prodotti, come integratori, serve un’analisi a parte.
All’Agenzia delle Entrate l’apertura è gratuita. I costi veri sono quelli dell’attività: quota dell’Ordine, assicurazione di responsabilità civile obbligatoria, formazione ECM, software di fatturazione e, se ti affidi a un professionista, il suo compenso. Con 20.000 euro di incassi il primo anno, tra imposta e contributi un dietista nel forfettario versa circa 4.850 euro.
No. L’ENPAB è riservato agli iscritti all’Ordine dei Biologi. Il dietista è una professione sanitaria dell’area TSRM e PSTRP e, se lavora con partita IVA, versa alla Gestione Separata INPS il 26,07% del reddito. Se in passato hai versato all’ENPAB per errore, vanno chiesti il rimborso e la regolarizzazione all’INPS.
Sì, dietisti e biologi sono tra i professionisti sanitari obbligati: i dati delle fatture ai pazienti servono all’Agenzia delle Entrate per il 730 precompilato, dove il paziente detrae il 19%. Il paziente può opporsi all’invio. Perché la detrazione valga, il pagamento deve essere tracciabile, quindi niente contanti.